Per Aleide
Ho rifatto la home di Michele Dell’Utri Studio. Non per rubarvi il cliente: per farvi vedere come potete farlo voi.
Il sito di Michele Dell’Utri porta la vostra firma nel piede, e si vede che lo tenete vivo: le gallerie più recenti sono state caricate quest’anno, le pagine per zona sono ventuno, e Google trova uno studio fotografico con indirizzo, coordinate, orari e le sue domande frequenti. Le gallerie arrivano dal vostro gestore dei contenuti, e il sito resta aggiornato.
Dentro ci sono scelte che reggono, e che questa pagina tiene: le fotografie, tutte loro; la frase del salto in testa alla home; padre e figlio, il reportage e la moda; le domande frequenti col prezzo; le parole oneste della pagina contatti («si visita su appuntamento, non è un negozio su strada»). Anche il consenso è fatto bene: Google Analytics aspetta il sì di chi visita.
Quello che rallenta e fa saltare la pagina non sono le foto: è il modello della home, con lo slider e le sue cinque estensioni, jQuery, plugins.js e Bootstrap 3 che arrivano prima della prima fotografia. Lo slider si monta sotto gli occhi, e la pagina salta mentre la si guarda. Qui non c’è niente di tutto questo.
Michele Dell’Utri non sa niente di questa pagina: nessuno l’ha contattato.
Il prima e il dopo, dal telefono


- Il contenuto principale della prima schermata, in 4G0,8 sinvece di 2,2 s
- Lo stesso, in una rete lenta2,2 sinvece di 7,8 s
- Quanto salta la pagina mentre carica (CLS)0,000invece di 0,759-0,933
- Peso al primo caricamento0,7 MBinvece di 2,4 MB
- Servizi esterni caricati da soli0invece di 2
- Lighthouse sul telefono, su 10096-98invece di 36-37
Misurato fra il 27 e il 28 ottobre 2026, l’anteprima pubblicata e il sito di oggi dalla stessa macchina: con Lighthouse 12 sul telefono (in tabella il passaggio più basso e il più alto), e con una sonda che apre la pagina in Chrome come un telefono, senza cache, con la rete strozzata come un 4G (8 Mbit/s, 165 ms) e come un 4G lento (1,4 Mbit/s, 562 ms), la mediana di tre prove. Lighthouse si rifà in un minuto su PageSpeed Insights, coi suoi numeri: cambiano da un passaggio all’altro, per questo qui c’è l’intervallo.
Che cosa ho cambiato, e perché
Il provino, cioè il loro mestiere
Lo studio viene dal reportage, scatta in pellicola e in digitale, ed è «Certified by Leica». Lo strumento di chi fa reportage è il provino a contatto: la striscia di negativi stampata in fila, i numeri sul bordo, e il fotogramma scelto cerchiato a matita rossa. La pagina è fatta di quello: la carta della stampa, la pellicola nera, un solo rosso. Il cerchio a mano c’era già nel marchio, nella D del monogramma che gira due volte su sé stessa. È il principio che chiamo «feel, don’t tell»: far sentire la promessa invece di spiegarla. Nessuno legge «reportage»: vede una sposa che ride con gli occhiali da sole, cerchiata come la sceglierebbe il fotografo.
La giornata, fotogramma per fotogramma
Sotto l’apertura un matrimonio vero, dalla loro galleria del Castello Brown di Portofino: dodici fotogrammi, dalla vestizione alla festa. Mentre si scorre la pellicola passa sotto una linea di luce, e quello che la supera diventa stampa; in ogni capitolo si ferma un attimo, e la matita cerchia il fotogramma scelto. L’ultimo, il castello al tramonto, nasce dal fotogramma stesso mentre la camera oscura si spegne. Dal computer si apre a tutto schermo; al telefono si posa su un foglio di carta col suo margine bianco, perché l’originale più grande che lo studio pubblica, ingrandito tre volte su uno schermo stretto e alto, si sgranerebbe. Quando la stampa è posata, la matita cerchia il suo numero. La foto non si deforma mai: il negativo e la stampa sono la stessa immagine, tagliata dalla linea. Chi ha chiesto meno movimento al telefono trova la stessa pellicola, già stampata, da scorrere col dito. È la promessa della loro home, «il racconto della giornata come è andata davvero», vissuta invece che scritta.
Il servizio si prova, col lentino
Il prezzo e quello che comprende oggi stanno nelle domande frequenti, in fondo. Qui sono nella sezione che vende, accanto al provino di un matrimonio intero (i 35 fotogrammi della galleria di Villa Borromeo). Mentre si scorre il lentino del fotografo passa da solo da un fotogramma all’altro e ne cerchia uno; poi si prende col dito o col mouse, e ogni momento si vede da vicino. «Tutto il giorno, senza limiti di scatti» si sente prima di leggerlo. «Da 2.000 euro» è cerchiato a matita, come una scelta.
La data, in tre domande
La pagina contatti dice la cosa più utile del sito: il modo più rapido per sapere se lo studio è libero è una telefonata o un WhatsApp, e bastano tre cose, la data, la location e gli invitati. Qui la pagina le chiede con un calendario, e scrive il messaggio al posto della coppia. In anteprima non parte niente: si vede che cosa succederebbe, e i recapiti si leggono.
Google, e chiunque arrivi
Il titolo che Google conosce resta, coi dati strutturati dello studio e delle domande frequenti; le dodici gallerie della home sono una seconda striscia di provino, e le ventuno zone restano tutte, come link alle loro pagine. Nessun nome di persona: le coppie sono vere. Bersagli di almeno 44 pixel, testi da 14 in su, contrasti misurati, la tastiera che arriva dappertutto, il movimento che si ferma per chi l’ha chiesto. E nessun servizio esterno caricato da solo: caratteri e foto stanno sullo stesso indirizzo della pagina, e senza nessuno a cui chiedere il consenso non serve il banner.
Quanto tempo, e con che cosa
Una sera e un pezzo di notte: dal primo rilievo, il 27 ottobre 2026 alle 19:21, alla pagina pubblicata. L’ha costruita un agente di intelligenza artificiale (Claude) che segue Linus, un metodo di lavoro che ho scritto per l’intelligenza artificiale: prima ha smontato e misurato la home di oggi, poi ha scritto l’analisi e il progetto, poi le prove, che un critico indipendente, un altro agente su un altro abbonamento, ha guardato due volte, al telefono e al computer, prima della veste finale. Un terzo, che non l’ha costruita, la collauda e rilegge ogni fatto sul sito dello studio.
È una pagina statica in Next.js, pubblicata su Vercel: nessun tema, nessun servizio esterno. Le foto, i testi, i prezzi e i recapiti sono quelli di micheledellutri.com al 27 ottobre 2026. Se la pagina andasse online, le gallerie potrebbero continuare ad arrivare dal vostro gestore dei contenuti, come oggi: la pagina le leggerebbe da lì. Il tempo vero, adesso, sta nelle decisioni: che cosa deve sentire chi si sposa, che cosa togliere, che cosa è dello studio e di nessun altro.
Che cosa potete portare allo studio
- La pagina che non salta, prima di tutto: le foto con le loro misure dichiarate, lo slider sostituito da una foto ferma, jQuery e i plugin caricati dopo la prima fotografia. Si fa sul sito che avete già.
- La data nella prima schermata, e il prezzo dove si decide, con le tre domande della pagina contatti.
- Il racconto di un matrimonio intero in home, fotogramma per fotogramma, dalle gallerie che il sito pubblica già.
- Il segno di chi sceglie: un cerchio a mano, che è già nel loro marchio, al posto del nome ripetuto sopra le foto.
Se volete vedere come si lavora così
Giovedì 29 ottobre, dalle 14 alle 17, Marco Santonocito e io conduciamo «AI per agenzie»: un pomeriggio con le agenzie organizzato da Alleniamo Imprese, in un’aula della 24ORE Business School di Milano.
Partecipa al corso (si apre in un'altra scheda)Federico VitielloAlleniamo Imprese: formazione sull’intelligenza artificiale per le imprese
P.S.Nell’anteprima dello studio ci sono due cose nascoste. Se le avete trovate, le ho nascoste male; se no, aprite qui.
La vostra scelta, a matita
Nella home, scendete fino a «Tutto il giorno, senza limiti di scatti» e portate il lentino su un fotogramma del provino. Toccatelo di nuovo (col mouse basta un clic, con la tastiera Invio): il fotogramma si cerchia a matita rossa, e sotto il provino la pagina conta la vostra scelta. Un altro tocco toglie il segno.
PerchéSul provino il fotografo sceglie così, a matita grassa, ed è lo stesso gesto che il marchio dello studio ha già dentro, nella D del monogramma. Qui lo fa chi si sposa, prima ancora di chiamare: guarda la giornata di un altro matrimonio e sceglie i momenti che vorrebbe nella sua.
Questo fotogramma non c’è
Nella barra degli indirizzi, al posto di quello che c’è, scrivete per-aleide
.alleniamoimprese .it /fotogramma-24. Si apre la pagina che compare quando un indirizzo non esiste: un pezzo di pellicola col fotogramma 24 vuoto, cerchiato a matita. PerchéSu un rullino il fotogramma che manca si vede subito: la pagina lo dice così, e porta alla home o alla verifica della data, le due strade che servono a chi si è perso.
